Mendicanti di creatività

Il Comune di Pisa pagherà 500 euro il logo che dovrebbe rilanciare i musei cittadini

Un’applicazione del logo vincitore del bando per i Musei Nazionali di Genova. Autori: Dario Pianesi, Alessandro Prepi & Marco Fornasier

27 marzo ore 13:02, sulla chat di Redazione viene condiviso il link a un comunicato stampa che titola: “Cultura: pubblicato il bando per ideare il logo della Rete museale cittadina”. Tra grafici e illustratori si accende l’interesse: ci piace raccontare Pisa con le immagini, l’occasione è imperdibile. Aperto il link e letto il sottotitolo dell’articolo, però, arriva lo sconforto: “Al vincitore un premio di 500 euro. Per partecipare c’è tempo fino alle ore 11 dell’11 aprile”. Nella successiva riunione di Redazione alzo la mano e chiedo questo spazio ai colleghi giornalisti, in via straordinaria. Perché da otto anni sono un grafico di questa testata e di mestiere non scrivo. Ma ci sono cose da dire.

Il bando: sedici giorni per sviluppare il logo di un progetto di cui si discute da più di 10 anni. Perché tanti buoni propositi si stanno risolvendo in un contest degno di un incarico da sagra di paese? Leggendo il comunicato si scopre che la rete museale cittadina, o come è stata ribattezzata Rete PPM – Pisa Percorsi Museali, èun protocollo d’intesa siglato lo scorso ottobre con il quale è stata avviata una collaborazione tra i soggetti che a Pisa si occupano di beni culturali e di spazi espositivi. I soggetti coinvolti nella Rete PPM sono 18. Solo per citarne alcuni si va da Palazzo Blu al San Matteo, passando per la Chiesa di Santa Maria della Spina e il Museo di Anatomia Patologica. Ci sono tutti gli enti pubblici e le fondazioni che a Pisa gestiscono spazi espositivi.

I soggetti coinvolti nella Rete PPM sono 18. Solo per citarne alcuni si va da Palazzo Blu al San Matteo, passando per la Chiesa di Santa Maria della Spina e il Museo di Anatomia Patologica. Ci sono tutti gli enti pubblici e le fondazioni che a Pisa gestiscono spazi espositivi.

È evidente, anche per l’eterogeneità dei soggetti coinvolti, che progettare questo logo richieda uno sforzo di sintesi molto complesso e di conseguenza un’elevata professionalità. Probabilmente il premio del concorso copre giusto i costi di una seria ricerca preliminare, indispensabile per creare un lavoro originale e all’altezza dell’operazione. Operazione fondamentale per una città con una forte vocazione turistica che però si presenta con musei dai risultati molto scadenti in termini di numero di visite.

Nel bando del Comune mancano indicazioni precise che possano orientare i progettisti. Vi si legge: “[il logo] Deve essere in grado di rafforzare la visibilità della Rete Museale valorizzandone le caratteristiche”. Sì, ma quali? Ricercando maggiori informazioni su PPM – Pisa Percorsi Museali scopriamo che l’unica risorsa su cui dovrebbe basarsi chi si cimenta nel contest sono comunicati stampa e dichiarazioni di intenti.

Avere un’identità visiva efficace è un valore riconosciuto, per questo la si costruisce ben oltre il disegno del logo, con un insieme di elementi che concorrono alla riconoscibilità del brand, alla sua personalità. La brand identity si può declinare in una moltitudine di supporti visivi: dal manifesto della mostra al biglietto d’ingresso che ci ritroviamo il giorno dopo in tasca, all’ombrello che abbiamo acquistato nel bookshop perché colti alla sprovvista da un temporale. Se pensiamo all’identità visiva come all’abito con cui un’organizzazione si presenta ai suoi utenti, a Pisa sembra si sia scelto di indossare la prima cosa che si trova aprendo il cassetto.

Tutt’altra ambizione ha avuto la città di Genova nel proporre il concorso per i musei nazionali della città. In questo caso i promotori si sono avvalsi della consulenza dell’Aiap, l’Associazione per il design della comunicazione visiva, che da anni offre supporto alle amministrazioni pubbliche per la stesura dei bandi di gara affinché siano redatti rispettando le linee guida europee.

A Genova, per un bando simile, al vincitore sono stati destinati 14mila euro e a tutti i candidati selezionati è stato riconosciuto un rimborso spese di 1.000 euro

A Genova il bando è stato pubblicato il 13 ottobre 2021 e ha riguardato l’unione di soli due musei nazionali: il Museo di Palazzo Reale e le Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola, una situazione ben più semplice rispetto ai 18 musei pisani.

Al vincitore sono stati destinati 14mila euro. Il concorso è stato diviso in due fasi: nella prima sono stati selezionati 5 team tra tutte le candidature ricevute. I partecipanti hanno dovuto dimostrare di avere una comprovata esperienza nel settore e a giudicare i lavori è stata una commissione composta da professionisti della comunicazione visiva. Non era scontato: in molti concorsi analoghi a giudicare ci sono solo i committenti. A tutti i candidati selezionati è stato riconosciuto un rimborso spese di 1.000 euro per proseguire nella seconda fase: la sottomissione delle proposte progettuali. Nel bando genovese è stato elencato il numero di elaborati da consegnare, indicando con precisione il contenuto di ciascuna tavola grafica e i criteri di valutazione sono stati molto dettagliati. I progettisti selezionati hanno quindi partecipato a una riunione per avere informazioni più dettagliate da parte della committenza e hanno potuto dipanare eventuali dubbi prima di iniziare i lavori. Il concorso si è concluso il 4 febbraio 2022, a più di tre mesi dalla pubblicazione del bando.

A Pisa, tra la pubblicazione del bando e la scadenza sono intercorsi 22 giorni. Non è stata fornita alcuna informazione sulla commissione giudicatrice, nemmeno a seguito di nostra formale richiesta. Il premio offerto è 28 volte più contenuto, 500 euro. Il bando è stato aperto a tutta la popolazione maggiorenne, senza individuare un modo per intercettare i professionisti del settore. Forse chi ha indetto il concorso si illude che si possa sostituire l’estro artistico alla progettazione, l’immediatezza del segno spontaneo alla riflessione. E la sensazione è che, non volendo affrontare una spesa congrua per ripagare il lavoro, si sia tentato di accaparrarsi creatività a buon mercato sperando nei grandi numeri, con un bando aperto a chiunque senza selezione preliminare.

La sensazione è che, non volendo affrontare una spesa congrua per ripagare il lavoro, si sia tentato di accaparrarsi creatività a buon mercato sperando nei grandi numeri, con un bando aperto a chiunque senza selezione preliminare.

Se i 18 musei pisani avessero unito le forze per finanziare questo concorso, avrebbero dovuto sborsare la cifra di 27,7€ a museo. Stiamo parlando del costo di meno di 3 biglietti ridotti per la visita alla mostra di Keith Haring appena conclusa a Palazzo Blu.

Nel momento in cui questo testo viene scritto siamo oltre la scadenza del bando. Teoricamente in una delle buste consegnate potrebbe esserci il nuovo capolavoro della grafica degli anni Venti. Questo tuttavia non giustificherebbe la scarsa ambizione che la città ha dimostrato nei confronti di uno dei temi da anni proposto come la svolta per il rilancio del patrimonio culturale cittadino “oltre la Torre”. Disattenzione che diventa disastro se si pensa che nel consorzio è presente anche il Museo della Grafica.


Editoriale pubblicato sul numero 2 – Anno 9

Comunicato stampa del Comune – Pisa percorsi museali

Comunicato stampa che annuncia il concorso: bando per il logo di Pisa Percorsi Museali

Pagina ufficiale del Comune di Pisa con il Bando oggetto dell’articolo

Concorso musei nazionali di Genova – il vincitore

Le linee guida per i concorsi dell’AIAP, l’associazione italiana design della comunicazione visiva

International council of design guide lines