The Talent Sciò!

A Pisa, i fondi comunali per lo spettacolo sono assegnati senza criteri oggettivi.

E così i talenti, saranno famosi?

Resoconto dettagliato delle sovvenzioni date dal Comune nel 2015

e intervista all’assessore comunale alle Cultura Andrea Ferrante

Intanto, a Lucca e Pistoia…

 Capitale della Cultura Italiana 2017:

Pistoia batte Pisa perché mostra progetti realizzabili (e già in corso) 

I maestri del cinema al Lucca Film Festival:

I nostri vicini di casa hanno trasformato un piccolo evento di provincia

in una manifestazione internazionale

Vi state bevendo il Serchio

Esplorazione della rete idrica pisana: dai pozzi di Filettole, seguendo le condotte fino ai vostri rubinetti

Cinquecento litri d’acqua al secondo: è quello che serve per dissetare Pisa. Con l’anziano ex fontaniere dell’acquedotto pisano Claudio Antognoni abbiamo visitato i pozzi accanto al Serchio dove viene estratta l’acqua che bevono i pisani. Poi abbiamo seguito condotte centenarie che la portano nelle nostre case. Dalla descrizione di Antognoni abbiamo tratto una mappa della rete idrica pisana e l’anziano tecnico ci ha svelato che la fontana in piazza dei Martiri della Libertà e il punto di fine corsa dello storico Acquedotto Mediceo, che abbandonati gli archi seicenteschi in piazza delle Gondole viene incanalato in condutture sotterranee.

I furbetti della meningite

Morti mai avvenute, tonsilliti scambiate per meningiti, ristoranti sbattuti in prima pagina per fasulli “allarmi contagio”. Il tutto condito da una buona dose di sensazionalismo. I “furbetti della meningite” è un pezzo sul linguaggio e gli errori della stampa locale sulla cosiddetta “epidemia” che preoccupa la città.

Due vite in gioco

La testimonianza di C., moglie di un ex giocatore d’azzardo

Seduta a un tavolino del bar Lilli, la signora C. è serena mentre racconta di come, due anni fa, le è crollato il mondo addosso.
Il marito di C., un libero professionista piuttosto introverso, per anni si è fatto prestare dai genitori ingenti somme di denaro. Quei soldi erano un aiuto per un nuovo lavoro appena cominciato.
«Ma mio marito era strano, iniziai ad avere dei sospetti. Chiami la madre: mi prospettò un panorama economico disastroso, nel senso che gli aveva prestato delle cifre esorbitanti. La sera quando mio marito tornò, ci sedemmo a tavolino e gli dissi: “Oggi ho parlato con la tua mamma”. E niente, raccontò tutto, che passava le sue giornate a giocare alle slot machine».

Il divorzio rende poveri

Aumenta l’indigenza tra separati e divorziati di entrambi i sessi

Ormai è un dato di fatto: nel variegato mondo della povertà, i divorziati e i separati rappresentano un sottoinsieme importante al punto da poterli definire i “nuovi poveri” della moderna società. Nel 2014, il 19,2%  delle 1.619 persone che si sono rivolte alla Caritas pisana per chiedere assistenza sono divorziati o separati. Con questi dati alla mano abbiamo incontrato Luca Vannozzi, operatore del Progetto Homeless e del dormitorio pubblico di via Conte Fazio, chiedendogli una testimonianza dal suo punto di osservazione.

Soldi di tutti, in cassa a pochi

La cultura in città raggiunge soltanto i cittadini colti.
Conversazione l’ex assessore con Dario Danti

Non son pochi i soldi che il Comune investe per la cultura dei propri cittadini: 20 euro all’anno per ogni pisano. Danti: “Ma l’80% di questo fondi va al Teatro Verdi”. Quindi circa 16 euro di quei 20 li amministra il Teatro. Il Verdi però, da solo, non ha i mezzi culturali per rivolgersi a una buona fetta dei pisani. Un altro euro è in mano a Internet Festival e un altro ancora alla Biblioteca SMS. Nella città dei novantamila, per chi non è già colto di suo, rimangono pochi spiccioli.

Se vuoi vincere le elezioni azzecca il ritratto del tuo cittadino medio

Ne abbiamo parlato con chi le ha perse a Pisa e Livorno

Siamo andati dai partiti che hanno perso le ultime amministrative: Elisabetta Zuccaro (Movimento 5 Stelle di Pisa) e Federico Bellandi (Partito Democratico di Livorno). Chi più di loro dovrebbe aver messo la testa su chi è il cittadino che gli è sfuggito? Oltretutto, all’ultima tornata elettorale, la percentuale del non voto ha raggiunto livelli record. A Pisa quasi il 50%…

Affittasi grotta

Proprietari senza scrupoli locano appartamenti fatiscenti dentro i quali non vivrebbero mai

Daniela, siciliana, studentessa di lingue, abita in un monolocale di 20 mq nel quartiere di San Francesco. Ci apre scusandosi per il raffreddore: «Ho scoperto che è colpa di questa casa; ho cominciato a chiedermi “Ma com’è che sono sempre malata?” e alla fine ho realizzato che era proprio a causa delle infiltrazioni: in pratica è come vivere in una grotta!». La casa di Daniela è umida, le pareti ammuffite, manca il riscaldamento e la lavatrice. La finestra si può aprire solo per metà, sennò casca in strada. Abbiamo fatto i conti: se il proprietari investisse i proventi di tre mensilità, questo monolocale umido e malmesso diventerebbe una casa dignitosa.

Le case che affitta il Comune di Pisa

I nuovi alloggi popolari di Sant’Ermete verranno consegnati nel 2021,
nel frattempo si vive in quelli del dopoguerra

Dopo quasi settanta anni, quattro palazzine del 1948 saranno demolite. Il problema sono le quattordici ancora abitate che rimarranno su. Basta sbirciare negli ingressi dei fabbricati per capire perché queste case non siano più adatte ad ospitare le famiglie della città. Cantine con il tetto alto un metro e venti, scale strette che salgono per tre piani, macchie di muffa dappertutto. Abbiamo visitato alcuni alloggi e raccolto le testimonianze degli assegnatari. All’ente gestore Apes abbiamo chiesto spiegazioni. In alcuni casi, le risposte sono state sorprendenti.