Pisa indecente

2

anno

8

numero

2015

settembre

  • Pisa indecente

    Quando la cattiva pratica diventa prassi, l’intera città ne è responsabile

  • Affitasi grotta

    Proprietari indecenti locano appartamenti vergognosi.
    Basterebbero circa 1000€ per trasformare un ambiente malmesso in una casa dignitosa

  • Diritto di tritolo

    Architetti alla prova del pensiero indecente
    demoliscono i simboli di Pisa per dare forma alle loro visioni

  • Le case che affitta il Comune di Pisa

    A S. Ermete i nuovi alloggi nel 2021, intanto si vive in quelli del dopoguerra

  • Il teorema anti movida

    Notti del weekend, strade come latrine. I giovani: più bagni pubblici. I pro decoro: no, voi barbari.
    La verità è in una formula matematica

  • Speciale Internet Festival #IF2015

    big data e calcio di terza categoria
    chef Bottura alla pizzeria Montino
    con Ilaria Gaspari, autrice del primo noir pisano

Le edicole in cui trovarlo

Quando la cattiva pratica diventa prassi, l’intera città ne è responsabile. Questo è il principio a cui ci siamo attenuti per scegliere le storie di questo numero. Indecenze visibili a tutti, a volte più nascoste, sempre risolvibili. In alcuni casi ci siamo presi la briga di suggerire come.

Gli articoli:

Affittasi grotta

Proprietari senza scrupoli locano appartamenti fatiscenti dentro i quali non vivrebbero mai

Daniela, siciliana, studentessa di lingue, abita in un monolocale di 20 mq nel quartiere di San Francesco. Ci apre scusandosi per il raffreddore: «Ho scoperto che è colpa di questa casa; ho cominciato a chiedermi “Ma com’è che sono sempre malata?” e alla fine ho realizzato che era proprio a causa delle infiltrazioni: in pratica è come vivere in una grotta!». La casa di Daniela è umida, le pareti ammuffite, manca il riscaldamento e la lavatrice. La finestra si può aprire solo per metà, sennò casca in strada. Abbiamo fatto i conti: se il proprietari investisse i proventi di tre mensilità, questo monolocale umido e malmesso diventerebbe una casa dignitosa.

Diritto di tritolo

Architetti alla prova del pensiero indecente: 
demoliscono i simboli di Pisa per dare forma alle loro visioni

Nel 356 a.C. un cittadino di Efeso di nome Erostrato decise d’incendiare il tempio di Atena della propria città, ritenuto una delle sette meraviglie del mondo. Gli efesini ci rimasero male e lo condannarono a morte. Tuttavia è inconfutabile che Erostrato aprì la strada alla nascita di qualcos’altro che prese il posto di cotanto precedente edificio. Abbiamo proposto un pensiero indecente ad una serie di architetti che operano a Pisa, investendoli della stessa follia distruttiva di Erostrato chiedendo loro, ma solo sulla carta, di abbattere qualcosa di assolutamente funzionante e di proporre qualcosa di dirompentemente nuovo, qualcosa di eccezionale, di impensabile alla mente dei più.
Ne abbiamo interpellati dieci, cinque hanno osato risponderci inviandoci i loro bozzetti.

Le case che affitta il Comune di Pisa

I nuovi alloggi popolari di Sant’Ermete verranno consegnati nel 2021,
nel frattempo si vive in quelli del dopoguerra

Dopo quasi settanta anni, quattro palazzine del 1948 saranno demolite. Il problema sono le quattordici ancora abitate che rimarranno su. Basta sbirciare negli ingressi dei fabbricati per capire perché queste case non siano più adatte ad ospitare le famiglie della città. Cantine con il tetto alto un metro e venti, scale strette che salgono per tre piani, macchie di muffa dappertutto. Abbiamo visitato alcuni alloggi e raccolto le testimonianze degli assegnatari. All’ente gestore Apes abbiamo chiesto spiegazioni. In alcuni casi, le risposte sono state sorprendenti.

IL TEOREMA ANTI-MOVIDA

Notti del week end, strade come latrine. I giovani: più bagni pubblici. I pro decoro: no, voi barbari.
La verità? È in un calcolo: ecco la formula di Seconda Cronaca

Abbiamo esaminato lo storico problema notturno con i mezzi della logica. Se a Pisa vi sia abbondanza di bifolchi, piuttosto che penuria di toilette, lo stabiliamo con una formula. Il risultato di essa dà il numero minimo di bagni necessari, nei luoghi della movida, affinché nessuno sia più costretto a fare la pipì in strada.

Enunciato del Teorema
Affinché l’emissione notturna di urine in suolo pubblico sia un evento a probabilità non unitaria, la quantità di bagni a disposizione deve uguagliare il rapporto fra il tempo totale trascorso in atti minzionali, e il prodotto tra le ore di movida e il coefficiente di maleducazione medio.

Sorry, we are closed

Punto della situazione su una decade di palazzi storici pisani chiusi

L’intento primario è contribuire a mantenere vivo l’interesse sulla loro condizione, a non far prevalere quella comoda tendenza ad abituarsi a tutto, perfino alla chiusura di un luogo come la Sapienza. Tracciando questa piccola “mappa”, abbiamo aggiunto una personale valutazione  delle possibilità di vedere questi luoghi aperti al pubblico in tempi accettabili.

Puttany-Gate

Quando l’indecenza è sulla bocca di tutti. E ci sta comoda

Puttany è il nome dato a una nuova serie di appuntamenti nel panorama LGBT. Con il loro nome “indecente”, queste serate hanno portato al pubblico sdegno una grossa fetta della cittadinanza. La consigliera comunale del PD Patrizia Bongiovanni che ha dichiarato a Il Tirreno: “La proliferazione di locali dal nome equivoco mi inquieta”. Siamo andati a intervistarla a palazzo Gambacorti.

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