La città del bene

2

anno

3

numero

2015

settembre

  • LA CITTÀ DEL BENE

  • Il bene che fai, il male che vedi

    Storia di Piero Fedeli, il Parrucchiere di Oncologia

  • Parla solo di sangue

    Al Teatro Verdi Dario Argento scatena una mattanza

  • La suora freelance, nel nome di Dio

    L’incredibile storia di Rita Mantovanelli, la pisana che sfama i poveri di Lourdes

  • L’Hospice c’è, ed è al quarto piano

    La qualità della vita, fino all’ultimo respiro. Nell’istituto pisano che accoglie i malati terminali

Le edicole in cui trovarlo

Dal parrucchiere di oncologia all’insegnante che dona lezioni di oratoria. Quelli che in città fanno del bene fuori dalle convenzioni.

Gli articoli:

La suora freelance, nel nome di Dio

Fino ai piedi dei Pirenei, per raccogliere la storia di Rita Mantovanelli, la pisana che sfama i poveri di Lourdes

«Ho sentito la chiamata a vivere povera quando stavo ancora a Pisa, la notte di Natale del 2008. Ho messo via gli abiti civili, ho tagliato i capelli corti e vestito il saio, e Rita ha preso il posto di Giuliana, che era come mi facevo chiamare prima – Rita fa una pausa – Ma ora dimmi cosa sai della mia storia». «Sono venuto a sentirla da te la tua storia», rispondo. «Sai che non sono nata donna, quindi». «Sì».

Antonio Petrolino indaga il passato di Rita Mantovanelli, fra le case popolari di San Giusto e i barboni che aiutava alla stazione. Poi viaggia fino a Lourdes, per conoscerla e raccontarci come vive adesso: la casa umile di Boulevard de la Grotte, la cagnetta Provvidenza, i pellegrini che le offrono i soldi per vivere, e altri poveri da sfamare.

L’Hospice c’è, ed è al quarto piano

La qualità della vita, fino all’ultimo respiro. Nell’istituto pisano che accoglie i malati terminali

All’Hospice in via Garibaldi vengono ricoverati prevalentemente pazienti a fine vita. Le cure palliative intervengono sui sintomi del paziente, non sulla causa, contro la quale non ci sono più strumenti da usare. Detto così ti aspetti un posto triste, cupo, statico, visto che non c’è più niente da fare.

Invece, in un luogo simile Franco Farina scopre che le camere dei degenti hanno i nomi dei fiori, e che in una saletta degli studenti leggono dei brani trasmessi in filodiffusione ai pazienti. Incontra infermieri e psicologi sorridenti, come Francesca: «Amare i propri cari significa anche sposarne la stanchezza e dargli il permesso di andarsene». Un luogo di rara civiltà che a un’italiana espatriata in Svizzera fa dire: «Ho ritrovato nell’Hospice l’orgoglio per la mia nazionalità».

Il bene che fai, il male che vedi

Storia di Piero Fedeli, il Parrucchiere di Oncologia

La storia di Piero Fedeli, che dal 1992, nel reparto di Senologia del Santa Chiara, aiuta le donne in chemioterapia a scegliere la parrucca adatta a loro.

«Quando le clienti entrano io l’ho già capito quale parrucca è giusta. Lo vedi dagli occhi, dall’incarnato, dalle sopracciglia se sono rimaste, perché la chemio ti porta via tutto. So quali pettinature sono di moda e vanno bene per l’età della cliente. Questa parrucca con la frangia l’ho messa a una ragazza di diciott’anni malata di leucemia. Non raso i capelli, faccio tutto a forbici come a lavoro. Giro lo specchio perché è un momento difficile e taglio i capelli corti corti. Poi prendo la parrucca che ho deciso, la metto e giro lo specchio. È importante fare così perché crea una fiducia. Il parrucchiere è come un prete. Qua dentro si è protette».

Brevi dalla città del bene

Stranezze che fanno Pisa un po’ migliore

Tre curiosità in poche righe. In “La Torre si raddrizza al sole” l’ingegner Nunziante Squeglia ci spiega quanto il campanile più famoso al mondo sia metereopatico. In “I pesci dottori del barbiere anti-psoriasi” entriamo nel negozio del parrucchiere Lorenzo Mancini, tra chitarre, un’acquario della salute, e forbici adagiate in un vaso colmo di proiettili. La professoressa Giuseppina Rastelli, infine, ci mette in guardia dagli imbonitori in “Lezioni di oratoria contro i venditori di pentole”.

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