L’Hospice c’è, ed è al quarto piano

La qualità della vita, fino all’ultimo respiro. Nell’istituto pisano che accoglie i malati terminali

All’Hospice in via Garibaldi vengono ricoverati prevalentemente pazienti a fine vita. Le cure palliative intervengono sui sintomi del paziente, non sulla causa, contro la quale non ci sono più strumenti da usare. Detto così ti aspetti un posto triste, cupo, statico, visto che non c’è più niente da fare.

Invece, in un luogo simile Franco Farina scopre che le camere dei degenti hanno i nomi dei fiori, e che in una saletta degli studenti leggono dei brani trasmessi in filodiffusione ai pazienti. Incontra infermieri e psicologi sorridenti, come Francesca: «Amare i propri cari significa anche sposarne la stanchezza e dargli il permesso di andarsene». Un luogo di rara civiltà che a un’italiana espatriata in Svizzera fa dire: «Ho ritrovato nell’Hospice l’orgoglio per la mia nazionalità».