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Le torri perdenti

Il cantiere di Bulgarella a Cisanello è fermo dal 2012. E Pisa non è stata protetta dal rischio ecomostro

La ricostruzione della vicenda del Parco delle Torri di Andrea Bulgarella, un’opera faraonica nata in piena crisi edilizia (2009) e che oggi è soltanto un cantiere abbandonato, potenziale ecomostro della città. Un complesso intreccio di delibere comunali, crisi bancarie e promesse non mantenute. Con l’intervista a Marco Ricci, consigliere comunale di “Una Città in Comune”.

Ripubblichiamo qui l’articolo, in versione integrale andato in edicola nel numero Il verde a Pisa

 

 

 

Troppo cemento ad oggi inutile, e troppo inchiostro sprecato, da giornali e uffici stampa, per esaltare un’opera faraonica che nasceva in piena crisi edilizia. Sul sito del costruttore Andrea Bulgarella si illustrava il progetto rievocando persino l’arte e gli antichi fasti pisani: “Due torri residenziali, alte 45 metri, che dialogheranno a distanza con la presenza monumentale di Piazza dei Miracoli e della Torre pendente, con richiami alla memoria storica delle case torri medievali”. In un articolo de Il Tirreno del 26 luglio 2008 i toni sfiorano la propaganda. Si dice che le torri saranno dotate di “serre solari e balconate intelligenti”, e che la collaborazione dell’architetto parigino Jean Pier Buffi conferirà agli edifici “un tocco di noblesse oblige”. L’architetto responsabile Marco Sereni viene definito come una specie di asceta: “Un tecnico tutto studio e cantiere con la passione della pittura”, assiduo frequentatore di “cenacoli artistici” a Viareggio.

Insomma ci sarebbe solo da ridere se non fosse che Pisa, complice l’ingenuità dell’amministrazione comunale, rischia di ereditare da questa vicenda uno dei peggiori scempi paesaggistici della sua storia. Tutto inizia nel 2006, quando, in relazione al cosiddetto “Parco delle Torri”, il Comune approva il piano attuativo, un documento che stabilisce come, edifici e zone verdi, debbano essere collocati nell’area soggetta all’intervento. L’intera superficie di 51.800 metri quadri viene destinata al 57% ad uso pubblico (piste ciclabili, un parco e dei percorsi pedonali) e al 43% all’edificazione di complessi commerciali e residenziali. L’opera simbolo è appunto rappresentata dalla due torri, ciascuna di quattordici piani per un totale di 93 appartamenti. In una convenzione del 2007 poi, il Comune e Bulgarella sottoscrivono che, in caso di mancato completamento dei lavori nella porzione d’area adibita ad uso pubblico, l’imprenditore avrebbe rimborsato l’amministrazione mediante una fideussione bancaria di tre milioni di euro, per il ripristino dello spazio. Niente invece viene concordato per l’eventualità in cui, a non essere terminati, fossero stati gli edifici. Una strana circostanza secondo Marco Ricci, consigliere comunale di “Una Città in Comune”: «Spesso, per tutelare lo spazio pubblico, si chiedono garanzie economiche pure a chi organizza una manifestazione in piazza. A maggior ragione bisognava farlo in un caso del genere. I funzionari comunali si giustificano dicendo che a Pisa non si è mai verificato il blocco totale di un cantiere».

Le conseguenze di una simile imprudenza, emergono nel 2012: i lavori, iniziati a fine 2008, si bloccano per le difficoltà economiche incontrate dal costruttore. Aggiunge Ricci: «In quel momento l’amministrazione comunale, nel tentativo di aiutare Bulgarella, approva una variante sanitaria che avrebbe permesso all’imprenditore di vendere alcuni locali delle torri alla Stella Maris, interessata ad aprire dei reparti a Cisanello». L’operazione però non si concretizza, cresce l’imbarazzo di sindaco e assessori per il cantiere fermo, e così il 16 maggio 2013, a dieci giorni dalle elezioni comunali, Bulgarella rassicura tutti in un’intervista a Il Tirreno. “Entro giugno inizieranno i lavori, che saranno conclusi nel giro di un anno”, dichiara. E spiega che il prestito che gli era stato concesso dalla Banca Popolare di Verona per l’esecuzione dei lavori, è stato sospeso a causa dell’acquisizione dell’istituto da parte del Credito Emiliano. Il cantiere però resta in abbandono, e Bulgarella, periodicamente, affida al Tirreno le sue promesse. 5 dicembre 2013: “Le due torri completate entro il 2014, edifici e parco daranno lustro al quartiere”. 25 gennaio 2014: “Le due torri finite entro undici mesi”. 6 luglio 2014: “Stimo che dopo la ripresa dei lavori, in 15 mesi le due torri si possano completare”.

Ad oggi l’unica certezza è che entro il 2015 scadrà all’imprenditore il permesso a costruire, e a fine 2016 decadrà anche il piano attuativo. Cosa dovrebbe accadere dopo quella data, o in caso di fallimento dell’azienda, non è stabilito da nessun regolamento. Spiega Marco Ricci: «Gli stessi funzionari del Comune, a cui di recente ho chiesto chiarimenti, non sanno se le torri potranno essere considerate abusive, e quindi come tali abbattibili, o se invece resteranno lì per un tempo indeterminato».