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LA GIUBBA STELLATA, E POI LE STALLE

Il fantino Tore Sulas fuori e dentro le piste di San Rossore.

Dietro la ribalta delle corse, c’è una vita frenetica e piena di sacrifici. Per anni un fantino è costretto a mantenere lo stesso peso, anche un etto di variazione può metterlo fuori gara. Ogni giorno si alza all’alba, perché è l’ora in cui si allenano i purosangue. Non ha tempo di affezionarsi a un cavallo, finita una gara deve subito montarne un altro per la successiva.

Al seguito di Tore Sulas, sardo classe 1981, fra spogliatoi e stalle scopriamo il volto cinico dell’ippica: «A volte prendo il treno per Milano. Vado a San Siro, a montare cavalli che non ho mai visto».