Una guida di Pisa a fumetti

È il sogno del fumettista Andrea Paggiaro, in arte Tuono Pettinato, che durante l’intervista ci regala uno schizzo di Arno, una mascotte pisana che della guida potrebbe essere protagonista. «Perché non parliamo del Gioco del Ponte come se fosse Il Trono di Spade? — propone Paggiaro – Mettere in contrasto cose quotidiane con cose epiche è molto divertente. Tra i fumettisti non c’è ancora l’abitudine di raccontare le realtà locali, si preferisce ambientare le storie in contesti più metropolitani. Probabilmente si teme di poter
perdere pubblico. Sarebbe bello invece realizzare una guida turistica di Pisa a fumetti, magari proprio con Arno protagonista».

Seconda Cronaca “SARANNO FAMOSI?” è in edicola qui: http://www.secondacronaca.it/distribuzione/

O in abbonamento per soli 20 euro all’anno per recapiti a Pisa o in versione pdf: http://www.secondacronaca.it/abbonamenti/

Il cinema fantasma di Corso Italia turba il popolo dei social

Hanno scatenato una sorta di quiz collettivo i nostri post di ieri sul cinema fantasma di Corso Italia.

Questa sala abbandonata, la più grande e monumentale che Pisa abbia mai avuto, è ancora intatta, ma nascosta, invisibile, oltre il soffitto di un negozio di Corso Italia.

E così bande di internauti hanno tentato, ancora oggi, di azzeccare l’accoppiata negozio/cinema fantasma.

Amici, non è la risposta che conta, ma il piacere della scoperta. Iniziereste mai un libro giallo dall’ultima pagina?

Godetevi l’avventura, il percorso, il racconto dell’emozione di trovarsi, in pieno centro, in un luogo bellissimo e inimmaginabile, proibito. Abbonatevi a Seconda Cronaca: http://www.secondacronaca.it/abbonamenti/

E poi, magari, in quel posto andateci…

L’osteria pisana, a Milano, dove pure Berlusconi paga 30 euro

È nel cuore di Brera, si chiama “Torre di Pisa”, e i tavoli hanno i nomi di ex frequentatori illustri. «Una zuppa al Gianni Agnelli», non è raro sentir dire.

Le storie delle “100 cose su Pisa che ti stupirai di non sapere” conducono anche in altre città, ma è soltanto a Pisa che potete acquistarle, a 14 euro e 90 centesimi (offerta di Natale valida fino all’8 gennaio) in queste librerie:

Libreria Ghibellina (Borgo Stretto)
Libreria dei Ragazzi (Via San Francesco)
I Pazzi (Piazza San Paolo all’Orto)
Libreria Orsa Minore (Via Coccapani)
– Libreria Musetti (Via Cavour)
Libreria Blu Book (Palazzo Blu, via Toselli)
Libreria Feltrinelli (Corso Italia)
Libreria Fogola (Corso Italia)

Se vuoi vincere le elezioni azzecca il ritratto del tuo cittadino medio

Ne abbiamo parlato con chi le ha perse a Pisa e Livorno

Siamo andati dai partiti che hanno perso le ultime amministrative: Elisabetta Zuccaro (Movimento 5 Stelle di Pisa) e Federico Bellandi (Partito Democratico di Livorno). Chi più di loro dovrebbe aver messo la testa su chi è il cittadino che gli è sfuggito? Oltretutto, all’ultima tornata elettorale, la percentuale del non voto ha raggiunto livelli record. A Pisa quasi il 50%…

Quanta pipì si fa nei vicoli di Pisa nelle notti di movida?

I pro-decoro accusano i giovani di non saperla trattenere. I giovani rimbalzano la colpa al Comune evidenziando l’insufficienza di bagni. La polemica è perenne, ma chi ha ragione?

Finalmente, nella città di Fibonacci, Galileo e Ulisse Dini, qualcuno approccia il problema con i mezzi della logica. Il “Teorema anti-movida”, presentato da Seconda Cronaca su “Pisa indecente“, calcola il numero minimo di bagni pubblici necessari, nel triangolo della movida, affinché nessuno sia più costretto a orinare per strada.

Dopo una rigorosa formulazione teorica, con l’aiuto dell’urologo Michele Manica abbiamo stabilito i valori di certe costanti (tempo e volume medi di un “atto minzionale”, percentuale di urina prodotta per ogni litro di birra bevuto, etc.). Poi siamo andati in alcuni locali campione a misurare i consumi statistici dei principali drink. Infine, i risultati.

In edicola su “Pisa indecente”: http://www.secondacronaca.it/distribuzione/

Per abbonamento: http://www.secondacronaca.it/abbonamenti/

 

Sorry, we are closed

Punto della situazione su una decade di palazzi storici pisani chiusi

L’intento primario è contribuire a mantenere vivo l’interesse sulla loro condizione, a non far prevalere quella comoda tendenza ad abituarsi a tutto, perfino alla chiusura di un luogo come la Sapienza. Tracciando questa piccola “mappa”, abbiamo aggiunto una personale valutazione  delle possibilità di vedere questi luoghi aperti al pubblico in tempi accettabili.

Il dietro le quinte dello scoop di Bottura

Ore 13, o forse 14, di sabato 10 ottobre: sono in postazione.

Che poi, la postazione operativa di Seconda Cronaca per l’Internet Festival, è stato il soggiorno di un redattore che vive in centro e ha la connessione svelta (sospeso tra le finestre, che affacciano su un trivio sempre affollato, una specie di striscione da stadio mostrava il nostro logo e un catenaccio: “Redazione non-stop”).

Ho accanto il grafico Fadda e la fotografa Artei (però, impegnati a postare ogni mezzora sul live blog, tutti facevamo tutto: cronisti alle foto, fotografi alle tastiere, Fadda titolava, Artei brontolava).

Ma squilla un telefono: è Petrolino. “Ho agganciato Bottura, ci siamo avviati. Un fotografo al Montino, subito”.

Stacca, e ci guardiamo intontiti. Lo chef Massimo Bottura, tre stelle Michelin sul grembiule, discepolo di Ferran Adrià, titolare del secondo ristorante al mondo per qualità, si stava recando con uno dei nostri a mangiare la cecina.

Artei vola, o meglio si smaterializza, con la sua macchina fotografica. Io e Fadda esitiamo, ma poi all’istante abbandoniamo la postazione senza neanche voltarci per chiudere la porta.

Arriviamo prima noi tre. “Un video ragazzi, appena spunta gli facciamo anche un video”. “Un video, certo! E mica una foto, tante foto, tante foto!”. Da piazza Donati, all’improvviso, sbuca il “plotone” Bottura: praticamente corrono. Petrolino in testa, che pare un bodyguard, con una mano nascosta dalla gamba ci implora di non fare niente, assolutamente niente. Una coppia ben vestita, già guardinga, chiude la truppa tipo cordone di sicurezza. In mezzo, che colpo, c’è proprio lui: il maestro. Ci ignorano ed entrano al Montino.

È ovvio: non vuole video, non vuole foto, forse una, pensiamo, e la dobbiamo fare bene. Serve il posto giusto allora, vicino e connotato: serve il posto “pisano”. Via delle Sette Volte! “Fadda, tu fai il palo qui all’incrocio, appena escono ci chiami”. Artei mi trascina fra le sette arcate pisciose a far prove di esposizione. Mentre poso, io controfigura dello chef, immagino a come lui reagirà inalando quest’aria che “sa di giallo”, non zafferano.

“Correte, correte!”. Cazzo, è uscito. Bottura e il codazzo sono già fuori dal Montino e s’involano per Borgo; Daniele “il palo” Fadda si sbraccia per distrarci e aizzare l’inseguimento; Artei scatta, è un razzo (supera la quinta volta), ma vie delle Sette Volte, appunto (passa la sesta volta) è come una galleria chiusa (“Furia” Artei punta l’ultima volta) e se allo sbocco in via Dini non fai attenz… CRASH, BAM, BOOM, SPATA-TA-TRAC!!!

La compunta studentessa che con un’aggraziata bici bianca ha appena investito Artei, è scioccata. Non per l’incidente in sé, che le ha lasciate indenni, ma per come, dopo una caduta che pareva disastrosa, ad angelo quasi addosso a una bancarella, la fotografa ha reagito: correndo e smanacciando in alto, urlando “è colpa mia! È colpa mia”, fra lo stupore dei placidi passeggiatori del sabato pomeriggio, in Borgo Stretto. “Tutto ok?”, chiedo alla ragazza. Mi fissa con gli occhi a palla, avrebbe bisogno di un cognac, ma non c’è tempo da perdere: scappo anch’io da Bottura.

Lo riprendiamo in via Palestro, di fronte al Verdi, ha già lasciato la giacca in macchina e il suo autista è pronto a partire. “Maestro, una foto almeno!”. Con le spalle a Sant’Andrea, alza il braccio sinistro coprendo in parte il campanile: “Su, fotografatemi così”.

Lo chef se ne va. Io, Fadda, Petrolino e Artei, che per questo scatto ha rischiato di lasciarci una gamba, ci guardiamo: “Oh, ragazzi, ma che minchia significa sta foto?”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«Appena arrivano vanno in bagno»

«Spesso credono che Pisa sia appena un sito con la Torre e il Duomo, non una città. Molti confondono Pisa con Pizza».

Chiara Celli e Alessandro Bargagna, guide di City Grand Tour, raccontano i retroscena del turismo di massa in città, e le loro scelte per un modello alternativo.

Seconda Cronaca è in edicola con Turisti per Pisa. Oppure, abbonatevi.

C’è chi è interessato solo alle piante!

Scatti dall’installazione “Iper Spazio”, curata dell’architetto Luigi Formicola, è un invito rivolto ai cittadini pisani e ai visitatori del festival a sperimentare un viaggio esperienziale. Da Mercoledì le piantine esposte verranno regalate, volete che #IF2015 entri nelle vostre case? affrettatevi!

E la città diventa un museo a cielo aperto. Pelletteria Lavarini, Borgo Stretto

Omega P-29, calcolatrice manuale a cursori del 1905