Alla scoperta della rete idrica pisana

«È semplicissimo, è soltanto una storia di tre condotte: una di ghisa, una d’acciaio, una di cemento armato». Claudio Antognoni, ex fontaniere, inizia quasi con una provocazione a descriverci la rete idrica pisana. Un sistema di condotte, depositi e cunicoli nascosti da 500 litri al secondo, e che di certo semplice non è. E del quale lui, che per quarant’anni ci ha lavorato, sa tutto.

Nel reportage “Vi state bevendo il Serchio” (pubblicato su Seconda CronacaLuoghi proibiti“), Claudio Antognoni ci accompagna tra i punti chiave dell’acquedotto pisano, spiegandoci la sequenza di eventi per cui, dai pozzi di Filettole o dalla centrale di San Piero a Grado, l’acqua giunge fino ai nostri rubinetti.

Una stupenda illustrazione di Erica Artei accompagna l’articolo, chiarendo a colpo d’occhio la struttura della rete idrica che circonda la città.

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Garibaldi, da una prospettiva mai vista

E voi, avete mai visto Garibaldi da questa prospettiva?
Siamo sul balcone dell’ex Casino dei Nobili, e basta fare un passo indietro per scoprire un’altra meraviglia sconosciuta ai pisani.
Dentro c’è uno studio associato di architetti, “un moderno open space sotto un cielo di antichità”, come riporta il nostro articolo. È l’ex sala da ballo degli aristocratici che frequentavano questo luogo. E la sua vista, mozza il fiato. Il ballatoio interno dove un tempo sedevano i musicisti, gli affreschi e il colossale lampadario, regolabile in altezza da un argano ancora presente nel sottotetto.

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Il tesoro negato ai pisani

Questo, tra i nostri luoghi proibiti, è di certo il più bello.
Ed è insopportabile, qualunque sia la causa, che un simile tesoro (di proprietà statale!) nel pieno centro di una città come Pisa non sia fruibile in alcun modo dai cittadini (e dai turisti).
Seconda Cronaca vince una piccola battaglia di civiltà, offrendo ai propri lettori una straordinaria foto in formato A3 dell’archivio ospitato sopra le Logge di Banchi.
Questo, in fondo, deve fare un giornale: svelare al pubblico ciò che ingiustamente gli è negato.

E, certe cause, vanno sostenute. Abbonatevi a Seconda Cronaca: http://www.secondacronaca.it/abbonamenti/

Seminaristi per un giorno

 

Per “LUOGHI PROIBITI” siamo entrati nel seminario di Pisa, in piazza Santa Caterina. Ci siamo persi tra le magnifiche sale, e nel labirinto di corridoi. E abbiamo seguito i seminaristi nelle loro camere, per interrogarli su uno stile di vita così lontano dalla normalità.

Certe storie i quotidiani non ve le raccontano, perché non hanno tempo. Abbonatevi a Seconda Cronaca, solo 20 euro all’anno per recapiti a Pisa o in versione pdf: http://www.secondacronaca.it/abbonamenti/

(Foto Paolo Tomassini, http://paolotomassini.com/)

Qui torre di controllo

Nelle impenetrabili stanze dove si governa il cielo pisano, con gli uomini radar della 46a Brigata Aerea

L’aeroporto Galilei è in realtà solo un’aerostazione. Appena dal gate uscite sul piazzale per raggiungere l’aereo ne siete già fuori. Tutte le strutture adibite alle operazioni di volo: piste, raccordi, radar appartengono allo scalo militare “Arturo dell’Oro”. Inclusa ovviamente, la torre di controllo, il cuore di questa macchina. E così sono stati dei militari ad accompagnarci nel luogo dove altri militari, i controllori di volo, ci hanno spiegato come riescono, 24 ore al giorno, a mettere ordine nei nostri cieli.

Benetton che è nel ventre della balena

Sopra il soffitto del negozio di Corso Italia si nasconde l’ex cinema più grande di Pisa

La boutique è un involucro di cartongesso, ricavato in quella che fu la platea del cinema Italia. Oltre le sottili pareti, giace immutata la storica sala, chiusa dal 1988. Ne abbiamo calpestato la balconata della galleria che adesso dà sul tetto del negozio. Dalla cabina di proiezione, le macchine sono state rimosse, alle pareti però ancora frammenti di pellicola e vecchie locandine. Su un mobile riviste di cinema che si fermano alla fine degli anni Ottanta.

Sopra le Logge di Banchi

In edicola, nelle due pagine centrali del giornale una impressionante foto dei locali che sovrastano le Logge di Banchi: le scaffalature colme di codici antichi del deposito dell’Archivio di Stato.

Vi state bevendo il Serchio

Esplorazione della rete idrica pisana: dai pozzi di Filettole, seguendo le condotte fino ai vostri rubinetti

Cinquecento litri d’acqua al secondo: è quello che serve per dissetare Pisa. Con l’anziano ex fontaniere dell’acquedotto pisano Claudio Antognoni abbiamo visitato i pozzi accanto al Serchio dove viene estratta l’acqua che bevono i pisani. Poi abbiamo seguito condotte centenarie che la portano nelle nostre case. Dalla descrizione di Antognoni abbiamo tratto una mappa della rete idrica pisana e l’anziano tecnico ci ha svelato che la fontana in piazza dei Martiri della Libertà e il punto di fine corsa dello storico Acquedotto Mediceo, che abbandonati gli archi seicenteschi in piazza delle Gondole viene incanalato in condutture sotterranee.

Seminarista per un giorno

Viaggio nell’istituto di piazza Santa Caterina, tra ventenni ed ex bancari che dedicano le giornate a Dio

A pranzo con i seminaristi, con tredici persone seduti a un tavolo che potrebbe ospitarne il triplo. Accanto un secondo identico tavolo, vuoto. Testimonianza dei tempi in cui i seminaristi arrivavano ad essere duecento. Pasquale, 47 anni, bancario fino a pochi anni fa, ora prepara l’esame su San Paolo. Vive nella camera più grande del seminario, l’unica col bagno privato, che spetta allo studente più anziano. In uno scaffale, impilate, molte scarpe: “Non fateci caso, quelle fanno parte della mia vita precedente, quando dovevo mantenere un certo livello di vestiario”.

La sala da ballo settecentesca alle spalle di Garibaldi

Dentro il Casino dei Nobili, lo storico edificio che domina piazza Garibaldi

Costruito nel Settecento, fu luogo di incontri e svago per gli aristocratici del tempo. Oggi studi professionali ne occupano le stanze. La modernità degli ambienti incontra gli affreschi della scuola del Tempesti, ma il fascino è immutato. Al centro della sala da ballo – oggi open space di uno studio di architettura – è tuttora appeso, perfettamente funzionante, il colossale lampadario che illuminava le serata borghesi di trecento anni fa.